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18/06/2011

Betta e Leti, lanci di bronzo a Bressanone

Elisabetta Broseghini e Letizia Marchi meritano un posto in copertina dopo la prima giornata dei Campionati Italiani Junior e Promesse di Bressanone. Ma ad impressionare è anche Marco Lorenzi. Convince Anna Cavazzani che oggi nell'alto...
 
Risplendono in maniera davvero particolare i due bronzi di Elisabetta Broseghini e Letizia Marchi. Sarà per lo sfondo verdeggiante della Raiffeisen Arena, sarà per quel raggio di sole che ogni tanto riusciva a sfondare le fitte nubi intricate sulla valle dell'Isarco, sarà per tanti altri motivi, ma le due giovani lanciatrici del Gs Valsugana hanno rotto il ghiaccio salendo sul terzo gradino del podio, rispettivamente nel martello junior e nel giavellotto promesse, nella prima giornata dei tricolori giovanili di Bressanone.

Una giornata partita subito alla grande, con un personale al primo lancio per la pinetana Broseghini (50,09) poi migliorato fino al 51,10 che è valso il bronzo alle spalle di Massobrio (58,52) e Rizzi (53,30): davvero un'occasione pregevole per infrangere una barriera e debuttare oltre la soglia dei 50 metri, segno di un carattere piuttosto deciso. Insomma, un inizio esaltante a cui ha contribuito anche il settimo posto tra le under 23 di Giorgia Nave (Lagarina Crus Team, appena sotto i 50 metri) e che è andato poi impreziosendosi con la seconda medaglia, giunta nel cuore del pomeriggio ad opera della borghigiana Marchi.
Un concorso non di altissimo livello, forse, quello del giavellotto. Dove la tensione ha sembrato bloccare le spallate delle protagoniste, regolate da Anita Festa con un 48,52 al quinto turno di lanci, per scavalcare Serena Capponcelli (46,46 ma in precedenza tricolore nel peso) e la stessa Marchi, autrice di un cammino costante e culminato con il 44,68 dell'ultimo lancio. Poco dietro, quinto posto per l'altoatesina della Quercia Christiane Holzner, seguita da vicino da Gertrud Bacher per intascare un 39,60 finale.

Due bronzi targati Valsugana, quindi; due bronzi dal settore dei lanci in attesa che la pista e le pedane possano arricchire il bottino trentino.

Ma ieri forse ad impressionare più di tutti è stato Marco Lorenzi. Si sa, la batteria non presenta quel carico di tensione di una finale, si può affrontare con lo spirito gagliardo di chi sa di poter passare tranquillamente il turno: nonostante questo il diciottenne di Pergine ha inscenato una prova mozzafiato, per eleganza e facilità di corsa. Sono bastati 250 metri per mettere al sicuro il passaggio del turno, con il rettilineo finale trasformatosi in una sorta di passerella con il valsuganotto scortato alla sua sinistra dal pugliese Vito Incantalupo: 47"57 per Lorenzi, un paio di decimi in più per il compagno di staffetta azzurra. E questo pomeriggio ci sarà da divertirsi, per la sfida tricolore con Michele Tricca (ieri 48"00 senza strafare), uno dei momenti culminanti dell'intera rassegna brissinese.

Convince Lorenzi, sorprende Anna Cavazzani: la saltatrice della Clarina (oggi diciottenne, auguri!) trova il personale nel triplo, chiudendo settima con 11,77 nel giorno dell'incoronazione di Dariya Derkach (13,30) e considerata la condizione psico-fisica della giovane trentina, non è escluso che oggi nella pedana dell'alto (pioggia permettendo) possa regalarsi qualche ulteriore centimetro, magari carpendo qualche segreto ad Alessia Trost che torna sulla verde pedana altoatesina due anni dopo il trionfo iridato under 18.

A proposito di alto: ieri la sfida junior ha esaltato l'anconetano Gianmarco Tamberi, salito imperiosamente fino a 2,25 per legittimare quanto di buono fatto vedere nei mesi scorsi. Quinto posto invece per Eugen Mancas (Clarina) abile ad addomesticare l'asticella ai 2 metri poco dopo che Stefano Nadalini (Valsugana) si era visto costretto al forfait per un riacutizzarsi del problema al tendine rotuleo che lo tormenta da febbraio.

Tra gli altri buoni risultati di giornata, va annoverato anche lo slancio d'orgoglio di Nicolò Pisoni che all'ultimo lancio del suo giavellotto ha trovato parte della determinazione smarrita per arraffare il sesto posto finale (58,52) dopo un concorso di difficile interpretazione: la forma psico-fisica non è ottimale causa anche gli impegni di studio, ma se in queste condizioni si riescono ad avvicinare un podio tricolore ed i 60 metri, è evidente che il substrato è di ottima qualità.

Ed oggi la festa potrebbe continuare....

Foto di Giulio Trivani - www.sportemotions.it

 
 

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