Un discreto mezzofondo, uno scontro generazionale nel peso e qualche spunto interessante condito da tanta voglia di lasciarsi alle spalle questo torrido (e per certi versi inoperoso, almeno in quanto a gare) agosto: sono questi i tratti salienti del 19imo Meeting Melinda organizzato nella serata di ieri a Cles dall'Atletica Valli di Non e Sole.
Dalla pedana del peso arrivano le urla e gli applausi più forti. Davanti a tutti c'è ancora lui, Paolone Dal Soglio le cui spalle, pur caricate di 41 primavere, non accennano a mollare la presa sulla sfera da 7260 grammi ed anzi la proiettano a 18,59 metri per regalare ai colori dei Carabinieri il successo finale davanti allo junior Daniele Secci (Fiamme Gialle) che invece proprio con la palla più pesante sta prendendo definitiva confidenza, dopo aver accantonato il peso da 6 kg che gli spetterebbe per anagrafica. Ed il 18,21 finale (oltre ad un 18,16) sotto quest'ottica è misura indicativa: "Bene ma potevo fare di più. Con gli allenamenti sono già rivolto alla prossima stagione quando a disposizione avrò solo il peso maggiore e l'essere arrivato vicino al mio personale (18,38) è già un buon risultato".
C'era molta attesa sulle prove del mezzofondo e nonostante ritmi non forsennati le aspettative non sono andate deluse. Vittorie keniane grazie ai due centroafricani di Verona Daudi Makalla e Annet Lukhuyi autori rispettivamente di 3'48"10 e di 4'20"49 per lasciarsi alle spalle rispettivamente il rientrante finanziere siciliano Lorenzo Perrone (3'48"39 accompagnato da un "speravo in un ritmo più alto, ma dopo il lungo stop sto crescendo") e la forestale pusterese Agnes Tschurtschenthaler, sorridente dopo i 4'20"94 di fatica che le hanno permesso di tenersi alle spalle la ventenne veneta Giulia Viola (Fiamme Gialle 4'21"38) e le più esperte Eleonora Berlanda (Fiamme Oro), Judit Varga (Assindustria Padova) e Silvia Weissteiner (Forestale).
Nella velocità la trentina Martina Giovanetti (Forestale) trova il successo senza troppi patemi in 11"76 (vento nullo) accompagnata al maschile dal veneto Alex Da Canal (Jager Vittorio Veneto, 10"83 con vento -0,5) sullo stesso rettilineo che poco più tardi avrebbe ospitato il 13"93 (vento nullo) del vicentino Stefano Tedesco (Fiamme Gialle) sugli ostacoli alti.
Finale dedicato ai 400 metri con al maschile una sfida tutta bergamasca che vede primeggiare l'italo senegalese Mamadou Gueye (Atletica Bergamo Creberg) davanti al poliziotto di Cuba Isalbet Juarez: 47"30 a 47"32 il responso del cronometro mentre in quarta piazza si inserisce il finanziere trentino Giordano Benedetti (48"39) seguito dallo junior Davide Re (48"50).
Al femminili invece la protagonista indiscussa è la padrona di casa Francesca Endrizzi (Esercito, 55"60) che con una gara ben distribuita rintuzza l'assalto della ventunenne Serena Monachino (Easy Speed 2000) fermatasi a 57"41.
Faticano a decollare i saltatori, con il solo junior bresciano Giuseppe D'Agostino (Virtus Castenedolo) capace di oltrepassare la frontiera dei 7 metri nel lungo grazie al 7,30 (vento nullo) del quinto salto mentre in precedenza il triplo era stato battezzato dal poliziotto trentino Gianluca Gasperini (14,77 vento -0,8).
Finale tutto per i 5000 con il keniano Edward Too (Libertas Catania) che senza ricorrere agli straordinari chiude in 14'34.