Arriva anche il sole a salutare i cadetti d’Italia nella terza ed ultima giornata della Kinder+Sport Cup 2010 che nella mattinata odierna ha completato il proprio programma, incoronando la rappresentativa della Lombardia capace di raccogliere 558 punti per precedere di 8 lunghezze i campioni uscenti del Veneto che si possono comunque consolare con il nuovo primato italiano under 16 stabilito dalle ragazze della 4×100: 48″03 per scrivere un nuovo capitolo nella storia dell’atletica giovanile italiana.
Si chiude così una tre giorni intensa, che ha regalato forti emozioni in un contesto egregiamente organizzato ed allestito dall’Atletica Valli di Non e Sole in collaborazione con le strutture federali della Fidal e di Fidal Servizi. E così, mentre nel Centro per lo Sport ed il Tempo Libero di Cles ancora risuonano gli inni delle premiazioni, scende il sipario sulla stagione su pista 2010: l’ultimo atto porta impresso il marchio di Trentino, il marchio di Cles.
Ma vediamo nel dettaglio l’evolversi della terza ed ultima giornata di gara.
Le prime a scendere in pista, di prima mattina, sono state le marciatrici impegnate nei 3000 metri: a vincere è stata la pugliese Giorgia Palmisano, portatrice di un cognome noto nel mondo della marcia anche se nessuna parentela la lega con la più nota Antonella, pur condividendo con lei le dure ore di allenamenti nel gruppo dell’Atletica Don Milani. il 15’04″65 di Cles la incorona campionessa italiana under 16, mentre l’argento va a impreziosire il collo della feltrina Marta Stach (15’09″38) con la lombarda Alice Peverata a salire sul terzo gradino del podio (15’14″06).
I 1000 metri cadetti offrono due serie decisamente interessanti, nella prima il veneto Emanuele Pinton supera in volata il pusterese Hannes Schifferegger, rispettivamente con 2’42″06 e 2’42″30 per poi stare alla finestra e seguire l’evolversi della seconda serie, quella dei favoriti.
Epilogo analogo, con un altro veneto, il bellunese Enrico Riccobon ad imporsi dopo solo due mesi dedicati all’atletica leggera: 2’37″70 il tempo che lo consacra campione italiano davanti al lombardo Luca Ferro (2’38″69) ed al rappresentante della Basilicata Luca Placanico (2’39″85): per Pinton, inserimento in settima piazza.
L’attesa per la gara femminile è tutta per Eleonora Vandi, la marchigiana già vincitrice dei Giochi Studenteschi ed in grado di primeggiare nel corso dell’intera stagione. Tutto secondo copione: la longilinea dell’Atletica Avis Fano controlla la situazione per i primi 600 metri, per poi prendere il largo nel cuore del giro finale, chiudendo in 2’59″70 per lasciarsi alle spalle la lombarda Debora Varrone (3’03″02) e la laziale Erika Picher (3’03″60).
Ultime fatiche anche per i protagonisti e le protagoniste del pentathlon. Cinque prove (80hs, lungo, alto, giavellotto e 600 – 1000 per i cadetti) che onorano la costanza e l’impegno della vicentina Federica Gaspari capace di superare la pordenonese Giulia Piazzi proprio nei 600 metri conclusivi, corsi in 1’46″96 per mettere al sicuro il successo e superare l’importante soglia dei 4000 punti. E’ di 4036 il bottino finale della Gaspari, un bottino che conta anche del 12″09 negli 80hs, dell’1,48 nell’alto, dei 31,35 nel giavellotto e del 5,10 nel lungo.
Dietro di lei, Giulia Piazzi, che nei 600 ha visto sfumare il sogno dorato dopo aver concluso in prima posizione la prima giornata di gara: questo il suo percorso: 12″81 – 1,51 – 41,27 – 4,80 – 1’51″39 per un totale di 3973 punti. Terza posizione, infine, per la meranese Lisa Seppi, allieva di due grandi esperti del settore come Gertrud Bacher e Karl Schoepf: per l’altoatesina 3884 punti per la serie di 12″87 – 1,51 – 30,36 – 4,91 – 1’45″16.
E lo scettro del pentathlon resta in Veneto anche al termine della prova maschile. Ad indossare la medaglia d’oro, ecco Alessandro Cecchin, padovano che veste i colori della vicentina Atletica Nevi e che ha saputo inserirsi al settimo posto nelle graduatorie all-time grazie ai 3733 punti raccolti nel corso delle due giornate di gara. Un bottino maturato con il 13″65 nei 100hs, con l’1,87 nell’alto, con il 35,82 nel giavellotto, con il 6,27 nel lungo e completati correndo in 3’07″90 i mille metri. Ad accompagnarlo sul podio, ecco il lombardo Simone Fassina (3634) ed il laziale Simone Poccia (3466).
E’ Alessia Trost in persona a premiare le protagoniste del salto in alto cadette: la friulana, sua corregionale, Eleonora Omoregie ha meritato di salire sul gradino più alto del podio superando, unica del gruppo, la misura di 1,67. Due centimetri più sotto, si fanno spazio in seconda posizione Francesca Bonucelli con i colori della Toscana e la veneta Anna Padovan, mentre qualche errore di troppo frena la laziale Erika Furlani ai piedi del podio.
Viene dalle Marche, da Macerata, invece il prim’attore del tiro del giavellotto: Emanuele Salvucci trova la freschezza per lanciare a 58,74 metri il suo attrezzo da 600 grammi, migliorando il proprio primato personale ma soprattutto conquistando il titolo tricolore davanti a due ragazzi campani che rispondono ai nomi di Lorenzo Guglielmelli (54,89) e Massimiliano Lepore (51.45).
Dulcis in fundo, le staffette 4×100.
Ed è proprio dall’ultima gara del programma tecnico che prende forma il grande risultato di questa ultima giornata di Cles 2010. Il quartetto delle cadette venete infatti, formato da Martina Favaretto, Greta Fornasa, Ottavia Cestonaro e Johanelis Herrera Abreu riesce infatti nell’impresa di migliorare il record italiano limando un centesimo al precedente limite di 48″04 siglato nel 2006 dalle ragazze lombarde dell’Atletica Estrada. La formazione veneta ferma il cronometro su 48″03 precedendo Lombardia (49″10) e Friuli Venezia Giulia (49″73).
Nella gara maschile invece è il Lazio a conquistare l’ultimo titolo messo in palio a Cles: Luca Roveto, Alessandro Galati, Francesco Proietti e Marco Mattei coprono l’anello in 44″08 per precedere la Lombardia (44″13) e il Piemonte (44″51). E’ l’atto che sancisce la conclusione di questa entusiasmante avventura, che lancia il momento delle premiazioni conclusive che vedranno la Lombardia mettere le mani sulla Kinder+Sport Cup. Applausi, sorrisi, gioia che scorre a fiumi, mentre tutte le 21 rappresentative regionali si concedono l’ultimo, esultante, giro del campo. Cles 2010 si chiude qui, con un successo cercato, voluto e conquistato dal comitato organzzatore locale che per la prima volta è riuscito a portare un campionato italiano su pista sul territorio Trentino.