Le emozioni tricolori di Cles continuano a spron battuto anche nella seconda giornata, la più intensa, quella fatta di un programma gare assolutamente traboccante, il cuore della Kinder+Sport Cup 2010.
Ci sono stati risultati importanti, su tutti la nuova miglior prestazione italiana nei 300hs cadetti a firma del lombardo Luca Cacopardo (38″43), c’è stata la visita di Alex Schwazer, ci sono stati altri protagonisti che si sono messi in luce, compresi i padroni di casa del Trentino Yemaneberhan Crippa, vincitore del titolo italiano nei 2000 metri e Matteo Mazzola e Nicola Lorenzi, piazzatisi sul podio nella gara record dei 300hs.
Il programma mattutino della seconda giornata della Kinder+Sport Cup di Cles ha offerto uno dei piatti forti dell’intera manifestazione, ovvero il salto triplo femminile che ha regalato l’eccellente prova della vicentina Ottavia Cestonaro: un concorso di alto, altissimo profilo, fatto di sei prove oltre i 12 metri e con ripetuti miglioramenti del proprio primato personale, fino al 12,67 dell’ultimo turno di salti che inserisce la quindicenne allenata da papà Sergio al terzo posto nella graduatoria all time di categoria, a soli 4 centimetri dalla miglior prestazione firmata da Simona La Mantia. Risultati importanti, maturati nonostante i 15 gradi offerti dall’atmosfera autunnale di Cles: lo stesso Paolo Camossi, campione mondiale indoor del triplo ad inizio millennio, ha voluto incaricarsi della premiazione, sottolineando il valore della prestazione della portacolori della CSI Fiamm di Vicenza.
Meno rilevanti ma comunque interessanti sono state le prove dell’abruzzese Giada Bilanzola e dell’emiliana Federica Roberto, accreditata dal metro rispettivamente di 11,83 e 11,48.
Il secondo titolo assegnato nella mattina è stato quello del disco maschile: poca suspance, considerata la netta superiorità di un altro veneto, Andrea Caiaffa, padovano di Monselice e già capace di viaggiare su un registro di valore assoluto con i suoi 50,70 metri. Già il primo lancio a 45,28 è stato sufficiente per mettere in chiaro le cose a favore dell’atleta inserito nel gruppo giovanile delle Fiamme Oro: sul podio con lui, anche il pugliese Valerio Maiorano (39,89) ed il laziale Federico Bulzoni (39,58).
Il resto del programma mattutino ha quindi proposto le gare più veloci, con e senza ostacoli. Turni di qualificazione, in vista delle finali del pomeriggio quindi per gli 80 metri piani e per le prove sugli ostacoli alti, 80 metri per le cadette e 100 per i cadetti.
C’era anche Alex Schwazer a Cles per salutare i 1000 cadetti d’Italia impegnati nella Kinder+Sport Cup. Il campione olimpico di Pechino è un ospite affezionato dei campionati italiani cadetti: presente a Ravenna, presente l’anno passato a Desenzano, presente anche a Cles, decisamente vicino alla sua Calice.
Ad accoglierlo, tanti giovani in cerca di autografi e foto con il marciatore altoatesino.
“Il campionato italiano dei cadetti è una delle gare più belle in assoluto, mi piace, da sempre. Ricordo ancora la mia esperienza a Cesenatico, nei 2000 metri di corsa, ai tempi non marciavo ancora. Non so come mi sono piazzato, ma la ricordo come una delle esperienze più divertenti del mio periodo giovanile”.
Tranquillo e rilassato l’atleta dei carabinieri non ha dubbi per il futuro.
“La 50 chilometri è la mia gara. Mi affascina, mi entusiasma, mi soddisfa, mi spreme fino in fondo; e credo di essere sicuramente più portato a questa distanza rispetto alla 20. Quindi il futuro sarà lì, ho ancora obiettivi da raccogliere ed in fondo il clima asiatico mi ha sempre portato bene…”
Un abbraccio al primo allenatore, Hans Ladurner, strette di mano, una premiazione con il Sindaco di Cles, Maria Pia Flaim, poi si torna allo stand Kinder per soddisfare i tanti giovani in attesa del loro campione.
Nel primo pomeriggio, le prime a presentarsi in campo sono le martelliste, con la friulana Claudia D’Andrea a confermare i pronostici della vigilia, nonostante un concorso sicuramente poco tranquillo. Due nulli iniziali hanno infatti provare qualche brivido di troppo alla rappresentante della Libertas Sanvitese, che al terzo lancio ha messo comunque al sicuro la gara per poi complerare l’opera al quarto turno con un importante 49,63. Colori lombardi a completare il podio, con Simona Previtali a precedere Arianna Nava: per loro, rispettivamente 42,65 e 42,19.
Il Veneto torna a sorridere anche nel pomeriggio: il merito è tutto dell’ostacolista Sara Bado, prima firma della finale principale degli 80 ostacoli con il tempo di 11″92 che risulta essere l’unico riferimento inferiore alla barriera dei 12″ nel corso della giornata. Piazza d’onore per la cuneese Claudia Salerno (12″21) con la lombarda Federica Palumbo (12″26) a mettersi al collo la medaglia di bronzo.
Al maschile è l’emiliano Alessandro Faragona e mettere tutti in riga, agevolato forse dalla mattinata poco brillante del ligure Iacopo Corsini, tra i papabili per il successo finale ma incappato in un errore in batteria che l’ha lasciato nella finale B. In ogni caso Terragona si è messo l’oro al collo correndo in 13″47 con il lombardo Luca De Maestri (13″58) ed il laziale Francesco Proietti (13″68) a completare il podio mentre nella finale B Corsini acuiva l’amarezza dominando in 13″56; settimo posto assoluto per l’aquilotto trentino Stefano Gius (14″12).
C’è spazio anche per la Val d’Aosta sul trono di Cles: Jacopo Spanò conferma il potenziale negli 800 metri, per imporsi con un prezioso 9″11 che lascia solo gli altri metalli all’umbro Matteo Cappannini (9″31) e al laziale Matteo Mattei (9″41). Dall’estremo nord alla Sardegna: dall’isola arriva infatti la vincitrice degli 80 femminili: Anastassia Angioi vola sul rettilineo clesiano per chiudere in 10″20, con 5 centesimi di margine sulla veneta Martina Favaretto (10″25) e la toscana Valentina Lensi (10″35).
Nel salto in lungo femminile, il Veneto la fa da padrona grazie a Francesca Bianco, cadetta al primo anno capace di portare in dote alla propria rappresentativa l’ennesimo successo con un 5,47 che non ha concesso repliche alla piemontese Cristina Caviglia (5,26) e l’emiliana di origine araba Jasmin Abullahi Mukasi (5,11).
Colori veneti che sventolano alti anche nel giavellotto, terra di conquista di Paola Padovan che al terzo tentativo trova un 43,34 che vale il titolo tricolore davanti all’emiliana Maria Biserni (42,43) e alla piemontese Camilla Sarasso (39,28)
Nei 300 ostacoli la luce dei riflettori illumina l’agile azione della piemontese Giulia Crivello (45″15) che si lascia alle spalle la campana Eleonora Fucci (45″50) e l’altoatesina figlia d’arte Valentina Cavalleri, incitata a bordo pista da mamma Ingmard Trojer, già primatista italiana dei 400hs nel recente passato. A premiare le protagoniste delle barriere basse, ecco la campionessa mondiale under 18 Alessia Trost, arrivata a sua volta in Trentino per salutare i cadetti d’Italia.
Poco dopo il folto pubblico clesiano ha modo di scaldare le mani, applaudento l’appassionante gara dei 300hs maschili che vedono il lombardo Cacopardo involarsi verso il titolo tricolore e soprattutto verso la nuova miglior prestazione nazionale: 38″43 il tempo del cadetto dell’Atletica Estrada che va a migliorare il 38″76 che Andreas Nadolski aveva segnato nel maggio del 1997. E non è tutto, perchè insieme a lui emerge prepotentemente il Trentino, che piazza due ragazzi sul podio: Matteo Mazzola con 39″11 migliora addirittura il suo record regionale ed entra al settimo posto nella graduatoria italiana di sempre mettendosi al collo la medaglia di argento imitato, al suo fianco da Nicola Lorenzi, terzo con il nuovo personale di 39″98 per continuare la favola della famiglia valsuganotta che ha già visto l’allievo Marco migliorare a ripetizione record nazionali nei 400 piani.
Tolti gli ostacoli, la Lombardia resta sul gradino più alto del podio, anzi, si regala una doppietta nei 300 piani grazie ad Andrea Felotti (35″59) seguito dal compagno di colori Pietro Pivotto (36″72) con il siciliano Gabriele Guarrera terzo in 37″03. Friuli padrone invece nei 300 cadette: Ilenia Vitale è imprendibile per tutti e corre in 40″37 per precedere la veneta Johanelis Herrera Abreu (41″44) e la lombarda Sabrina Maggioni, terza in 41″58.
E poi, nei 2000, arriva il momento del Trentino: Yema Crippa, il giudicariese di origine etiope al primo anno di categoria, ha tenuto fede ad ogni pronostico, marcando strettamente il pugliese Michele Ninivaggi per poi sferrare l’attacco decisivo all’imbocco del penultimo giro. Una progressione irresistibile per tutti che ha condotto il quattordicenne trentino sul gradino più alto del podio col tempo di 5’42″. Piazza d’onore per lo stesso Ninivaggi, quindi il lombardo Nadir Cavagna. Poco lontano, nel frattempo, il suo compagno Stefano Vianello si arrampicava oltre i 4,00 nell’asta, coronando il proprio sogno tricolore accompagnato sul podio dall’umbro Tommaso Martini (3,85) e dal laziale Marco Procoli (3,60).
Ma torniamo ai 2000, onorando la seconda vittoria consecutiva dell’emiliana Christine Santi, capace di bissare il successo dello scorso anno di Desenzano correndo in 6’30″41 precedendo la marchigiana Elisa Copponi e la sarda Alice Cocco.
Nel peso femminile, ancora Lombardia. Ilaria Mezzalira trova un lancio da 12,06 per superare una coppia targata Lazio composta da Hannah Edagha (12,03) e Claudia Bertoletti (11,93) mentre l’ultimo concorso ad assegnare il titolo italiano in questa seconda giornata è stato il triplo maschile, vinto dal marchigiano Sasha Tirabassi (12,45) davanti al piemontese Simone Ramirez (12,32).
Domani, a partire dalle 9, si riprende per la terza ed ultima giornata: la Lombardia sembra irraggiungibile, ma i giovani del Veneto non demorderanno di certo. Alle 11.30, al termine delle staffette, si conoscerà la regione vincitrice della Kinder+Sport Cup 2010.