AC Trento SCSD : storia della squadra

Dalla nascita agli anni ’60

Era il 1921 e a Trento l’Unione Ginnastica Trento e la Pro Trento, già Sport Pedestre, si fusero per dare origine all’ Associazione Calcio Trento. Il terreno di gioco scelto era Piazza d’Armi, oggi diventata Piazza Venezia.

Dalla ghiaia della Piazza d’Armi, negli anni successivi, la squadra si trasferì a giocare allo stadio Briamasco che inizialmente si chiamava Stadium. Il periodo, però, fu difficile e il Trento, sebbene fosse stato protagonista in diversi campionati regionali, cessò l’attività.

Si dovette aspettare il 1929, per rivederla comparire sulla scena calcistica con la denominazione di Associazione Sportiva Trento.

Gli anni ’30 iniziarono nel migliore dei modi: la stagione 1930-31 vide la squadra promossa dalla Terza Divisione, in cui militava, alla Seconda Divisione. La stagione successiva disputò il derby contro l’A.C. Bolzano che registrerà grandi presenze di tifosi, sia nel girone di andata che in quello di ritorno.

Nel campionato 1934-35 il Trento fu protagonista in Prima Divisione, dove occupò la prima posizione nel girone di andata e la terza in quello di ritorno. Il successo portò con sé la promozione nella nuova serie C, ma la stagione successiva la squadra non riuscì a mantenere il successo degli anni precedenti e retrocesse in Prima Divisione, essendo ultima in graduatoria. Intanto, insorsero anche problemi finanziari e societari che terranno la squadra lontana dai campi da gioco negli anni 1936 e 1937.

Con la stagione 1938-39 di Prima Divisione l’Associazione Calcio Trento tornò all’attività agonistica e a fine stagione fu promossa in Serie C. L’anno successivo, però, patì nuovamente una retrocessione in Prima Divisione.

Nella stagione 1940-41 la squadra si piazzò quarta in graduatoria, ottenendo l’avanzamento in Serie C. Qui, durante la stagione successiva, assunse la denominazione di A.C. Trento-Caproni, per omaggiare l’omonima fabbrica d’aerei presente in città, tornando alla vecchia nomenclatura al termine delle ostilità.

La stagione 1942-43 fu l’ultima del periodo bellico, poiché le attività furono sospese proprio in funzione delle attività militari in atto.

A guerra finita il Trento giocò nella Serie B-C Alta Italia durante la stagione 1945-46, arrivando dodicesima e venne retrocessa alla Serie C; in concomitanza si presentò un grave dissesto finanziario.

Nel 1948 l’onorevole Renzo Helfer diventò presidente (rimarrà in carica 10 anni) e con il Trento diede origine a seguitissimi derby contro la squadra del Rovereto. La squadra, però, scivolò in Promozione Interregionale e ci rimase fino alla stagione 1950-51 quando tornò in Serie C.

Dagli anni ’60 fino agli ’80 e il declino

La gioia durò poco: la stagione successiva le difficoltà finanziarie obbligarono ad un rimpasto dei giocatori e i risultati sportivi ottenuti fecero retrocedere la squadra nella neonata IV Serie. Un limbo nel quale la squadra rimarrà fino al 1959, anno dell’arrivo alla presidenza dell’imprenditore Ito del Favero. I primi dieci anni, però, saranno contraddistinti da risultati altalenanti e tensioni con la tifoseria, senza riuscire a raggiungere l’agognata promozione in Serie C.

Con l’arrivo del 1970 e con lui di Giorgio Grigolli, Presidente della Giunta provinciale, alla vicedirigenza dei gialloblu la lotta per la Serie C si farà più accanita. La promozione arriverà al termine della stessa stagione, grazie agli interventi di Scali e Babbo contro il Castelfranco Veneto nell’ultima giornata.

Nella stagione 1974-75 la squadra tentò la scalata alla Serie B schierando, fra gli altri, Franzoi e Laudadio. Ottenne un iniziale successo portandosi ad occupare le prime posizioni in classifica, ma a fine stagione era solo in ottava posizione.

L’anno successivo andò decisamente peggio e la squadra si piazzò ultima, retrocedendo in Serie D. La dirigenza decise di affidare le redini del Trento nelle mani di Mario David che l’anno successivo riportò la squadra in Serie C, grazie anche al lavoro di uno dei giocatori che diventerà un simbolo dei gialloblu: Piergiorgio Lutterotti.

Nella stagione 1978-79 la squadra fu oggetto di un pesante smembramento, con la cessione di 5 giocatori e a poco servì l’arrivo di Angelo Domenighini, ex azzurro: la retrocessione in Serie C2 fu inevitabile.

La stagione dopo vide Mario David nel ruolo di Direttore Sportivo e la panchina affidata a Bruno Baveni. Potendo contare su giocatori come Andreatta, Bertocchi, Cianchetti, Daldosso, Joriatti, Lutterotti e Telch, la squadra si piazzò seconda e, dopo una partita di spareggio vinta ai calci di rigore contro la pari merito Padova, ottenne il passaggio in C1.

Gli anni ’80 iniziarono con un Trento che guadagnò piazzamenti di tutto rispetto e nel 1983 iniziò addirittura la stagione con l’intenzione di arrivare in Serie B, ma dopo un carosello di allenatori ( Cappelli, Ansaloni e infine Bazzarini) si ritrovò ultimo in classifica con 12 punti. La retrocessione in C2 fu matematica.
L’anno dopo arrivarono in squadra Castioni e Marchetti, a cui si unirono, in un ritorno gialloblu, Domenicali e Lutterotti; mentre la panchina fu affidata, ancora una volta, a Baveni. La rimonta fu da manuale e la partita di spareggio contro l’Ospitaletto aprì alla squadra le porte della C1, grazie anche alle parate di Mair.

Il 1985-86 fu la stagione dell’uscita di scena di Baveni, sostituito con Paolo Ferrario che cambierà l’assetto della squadra, anche grazie all’arrivo di Nico Penzo. Fu un’annata decisamente buona, con un Trento che arrivò a totalizzare 37 punti in classifica, il miglior risultato di sempre in C1.
Dopo questo campionato, purtroppo, la squadra iniziò un lungo periodo di declino, che culminò, a partire dalla metà degli anni ’90, in due fallimenti societari e la retrocessione in serie D. Una promozione in C2 nel 1998 è l’unico episodio positivo degno di nota di questo decennio.

Gli anni duemila videro due fugaci apparizioni della squadra in Serie C2 nel 2001 e 2003 a cui fece da contraltare un altro fallimento.

L’ultimo decennio della squadra è stato un calvario costellato di fallimenti finanziari e sportivi che hanno portato a cambi di proprietà e denominazione. Un periodo altalenante, in cui promozioni a serie maggiori si sono accompagnate alla discesa inarrestabile in Promozione nel giro di sole due stagioni, fino al 12 maggio 2014, giorno in cui il Tribunale di Trento dichiara fallita la società Trento Calcio 1921 SRL.
Il mese successivo una cordata composta da 33 soci trentini, facente capo all’imprenditore Mauro Giacca da’ vita alla Cooperativa dilettantistica A.C. Trento, acquistandola all’asta fallimentare per 50.000 €.

A luglio 2020, un trasferimento in conto capitale, permette il trasferimento del titolo sportivo dall’A.C. Trento Società Cooperativa Sportiva Dilettantistica alla controllata A.C. Trento 1921 Srl S.s.d.. Amministratore Unico del club è Mauro Giacca.